dilluns, 18 de març de 2013

Commentariolo al capo quarto del Genesi



[1] Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: "Ho acquistato un uomo dal Signore". [2] Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. 
Prima il male e poi il bene. Caino e dopo Abele. Io due, però, sono una creatura di Dio. Comechesia, i figli sono un effetto di non essere più nel giardino del Signore.  
[3] Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; [4] anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, [5] ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.
Stesse condotte, doni al Signore di Caino ed Abele. Ma diversa risposta: Dio gradisce a uno ma non all'altro. La differenza fra frutti del suolo e primogeniti del gregge (rapporto fra esseri inanimati ed animati) non è esattamente la causa, anzi il fatto che Dio può, dinanzi azioni simili od identiche, avere una risposta diversa. Il ringraziamento di Dio non deve misurarsi secondo il presente (semplicemente il rapporto causa-effetto), anzi si misura sub specie aeternitatis. Non ringraziare Caino come prova. 
[6] Il Signore disse allora a Caino: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? [7] Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo".
La lezione è chiave: il bene non deve essere fatto per venir ringraziato, anzi per il bene stesso. Il premio del bene è farlo. Infatti, accadrà di solito nella vita che nessuno ci ringrazi il bene practicato e comunque dovrà farsi una volta ancora ed una altra. Era Caino il primogenito che doveva capire questa lezione, ma non volle uscire dal binomio sbagliato bene-ringraziamento. Abele invece mai non fu messo in questo scisma: fu ringraziato e vi ci pensò. 
[8] Caino disse al fratello Abele: "Andiamo in campagna!". Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. [9] Allora il Signore disse a Caino: "Dov'è Abele, tuo fratello?". Egli rispose: "Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?".
Dio non vede tutto, non sa tutto. Caino uccide Abele per invidia, per Abele ricevere la risposta del Signore alla sua condotta e non lui. Conseguenze indirette di non capire: il peccato.
[10] Riprese: "Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! [11] Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. [12] Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra".
Caino si occupa delle cose del suolo, dei frutti inanimati. Mentre Abele delle cose vive, gli animali. Caino non ha cura della vita, non comprende il dolore degli animali. 
Ma Dio sa che cos'è accaduto: non vede l'atto di uccisione, ma si il fatto che il morto gli supplica e si lamenta per l'assenza di vita, lui che l'aveva conosciuta.
[13] Disse Caino al Signore: "Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono? [14] Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere".
Dubbio esistenziale della colpa etterna: non venir mai perdonato. Il peccato, però, non conduce alla fine della vita, come nella concezione antica, anzi alla vita col peccato. Una vita col peccato è una vita con il dubbio intorno la possibilità della salvazione.
[15] Ma il Signore gli disse: "Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!". Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato. [16] Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.
Un peccato tremendo, ma una probabilità di salvazione infinita: datodichè Caino non ha capito che il bene si fa per se stesso, senza occorrere il ringraziamento, allora ci vuole un castigo, ma non la punizione della morte, anzi la vita con la punizione. E infatti gli assicura: non morirai e non ti uccideranno. La giustizia in terra.
Si allontanò del Signore andando in un altro paese: YHWH è un Dio locale.
[17] Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio. [18] A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech. [19] Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla. [20] Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame.
Adamo ed Eva non sono gli unici umani del mondo, perchè esiste Enoch e sua figlia. 
Avere figli come segno esterno che le cose sono a posto. 
Si chiude il cerchio: la discendenza di Caino torna a fare il lavoro di Abele, abitare sotto le tende presso il bestiame, avendone cura. La vita torna a imporsi per la sua propria forza.
[21] Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto.
Riferimento a Bacco. [...] La discendenza di Caino commette più peccati. Ma loro hanno il segno del Signore che non permette a nessuno di ucciderli.
[25] Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. "Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha ucciso".
Terzo figlio.
[26] Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore.

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